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Leggere o guardare…libro vs film….questo e’ il problema!

March 5, 2010

Tanti di noi danno per scontato che un film nasca dalla fantasia del regista o del produttore, ma a volte dimentichiamo che dietro un grande film c’e’ spesso un grande libro.

Ho personalmente iniziato ad amare i film quando li ho collegati alle centinaia di libri che leggevo da bambina, poi da adolescente e cosi via. E tra un libro e l’altro ho avuto bisogno degli occhiali, le parole dell’oculista furono che: “leggevo troppo”.
E proprio oggi leggendo un articolo della mia cara amica Valeria Luzi www.valerialuzi.it circa la scarsa percentuale di italiani che leggono (che tristezza!), ho ripensato al mio dottorino che mi diceva che leggevo troppo! Vai a capire, come ti metti ti metti sbagli!

Ma putroppo, Vale ha ragione, ad oggi coloro che si dedicano anima e corpo ad un bel libro sono sempre meno. Ma e’ qui che ho pensato ad un consiglio: se proprio non vi va di mettervi di impegno e capire cosa passava per la testa di uno scrittore, arrivate preparati, o prevenuti, all’approccio col malloppo cartaceo. Guardate il film e poi leggete il libro da cui era tratto.
Lo so, lo so…coloro che sono appassionati lettori mi staranno ora tirando i pomodori perche’ da buona regola bisogna prima leggere la storia e poi guardarla. Ma questo e’ un incentivo per chi non legge e spesso non legge per il semplice motivo di non sapere cosa scegliere e per il timore di scegliere qualcosa di noioso o non interessante.

E sono certa, miei cari lettori pigri, che al terzo duetto film-libro vi fermerete a riflettere su quanto il libro fosse piu bello del film, e da quella volta in poi, ci metto una mano sul fuoco, andrete alla Feltrinelli prima che da Blockbuster!

La sottoscritta suggerisce vivamente di leggere…e POI guardare:

“I ponti di Madison County’ (libro scritto meravigliosamente e film interpretato da due pilastri del cinema Clint Eastwood e Marylin Streep)

“The notebook” (lo so che tutti avranno gia’ visto il film….ma non perdete l’occasione di vivere da vicino se non da dentro questa storia unica, attraverso le parole dello scrittore)

“Il miglio verde” (il film e’ da oscar ma il libro regala momenti e dettagli che un film non puo’ mai arrivare a trasmettere)

Buona lettura a tutti e… aspetto suggerimenti per nuove letture!

V.

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Doma Café: il sapore di casa… fuori casa

October 21, 2009

Mai capitato di sentirsi a casa fuori casa? Di riuscire a concentrarsi di piu’ in luogo pubblico che fra le quattro mura domestiche? Succede a me da quando ho scoperto l’esistenza di un posto che si candida a diventare il mio nuovo angolo preferito nella NY che tanto amo. Sono stata portata qui per la prima volta da un mio amico carissimo, il quale si e’ svegliato un giorno e ha decido di venire a New York a movimentare la mia vita…e ci sta riuscendo alla grande!
Devo prendere la metropolitana per arrivare nel mio nuovo cafe preferito, ma l’impegno vale la candela. Quando entro da Doma Café e’ come arrivare a casa…non per nulla il nome Doma e’ il nome in Ceco per casa, spazio chiuso…e la frase “Jsem tu jako doma” significa “qui mi sento a casa”.

Situato strategicamente nel cuore del West Village, a due passi dalla casa dove Sarah Jessica Parker vive e da quella in cui lei diventa Carrie Bradshow. E mentre sei qui che leggi un libro, come se niente fosse Jodie Foster entra per un caffe’ o Keanu Reeves si siede fuori a leggere il giornale. E nessuno si scomoda, perche’ il bello di NY e’ che questa e’ una cosa ordinaria…quotidiana!

La musica di sottofondo, classica, jazz, country, soul che sia…accompagna interi pomeriggi di studenti, artisti o semplicemente lettori Newyorkesi che vengono qui e passano ore a leggere, scrivere, bere te e caffe e gustare le deliziose torte, paste e biscotti che il microscopico bar (con le bariste piu lente del mondo, va ammesso) offre. Niente cellulari pero’, unica tecnologia ammessa e’ il pc, se si vuole telefonare si esce in strada, per non disturbare la concentrazione altrui. Turisti non ce ne sono, o si contano sulla punta delle dita, questo e’ un posto che appartiene ai Newyorkesi, ma io qui vi voglio regalare di andare e per un’oretta dimenticare che siete in vacanza e godervi l’atmosfera di cui i residenti godono quotidianamente.

Se potessi chiudere la porta e chiedere alle persone presenti da dove vengono, come minimo la finisco con dieci paesi diversi, e’ incredibile quante persone convergono nello stesso posto con storie di certo diverse alle proprie spalle.

Quello con la faccia annoiata alla mia destra mi dice, tra uno sbadiglio e l’altro, che sta studiando per entrare nella facolta’ di legge, alla mia sinistra un artista disegna con carboni neri e rossi e in qualche modo l’intero locale e tutti i suoi avventori sono finiti nel suo album, con una maestria da levarsi il cappello.

Bevo il mio quinto the (e inizio a pensare che stanotte non dormiro’) ma e’ quasi compulsivo..finito uno si ordina il successivo. Dietro di me uno scaffale di libri, per coloro che arrivano sprovveduti e hanno voglia di leggere, e se la cultura e’ troppo..ci sono anche giornali, tanto per accontentare tutti.

Non ci sono cameriere, si fa a soli, si va al banco, si ordina e si riporta la tazza sporca indietro. Se c’e’ tanta gente, si e’ gentilmente chiesti di rimanere non piu di due ore (mi chiedo se hanno notato che sono qui da almeno quattro, ma vabbe mi sono guadagnata la mia sedia con i miei cinque the!).

Le grandi finestre sulla strada mi tengono a contatto con l’esterno e nella maggior parte dei casi quando alzo gli occhi vedo giallo, i taxi qui vanno e vengono come le formiche. Spesso quando i miei amici mi vengono a trovare mi chiedono di chiamare un taxi per loro e io dico, sorridendo per la richiesta, che qui il taxi non lo chiami, perche se esci in strada, nel 99% dei casi, e’ gia’ li. E se non c’e’, basta alzare un dito (nemmeno la mano) e un tassista sgomma ai tuoi piedi! La si puo’ chiamare alta, altissima frequenza!

Ecco…questo e’ un angolo di NY che non si trova sulle guide turistiche, ma che io consiglio a tutti di venire a “provare”. Entri, ordini cio’ che piu ti soddisfa e ti prendi una sedia. Osservi e studi la gente intorno a te, assapori la magia di essere a NY, condividi l’atmosfera speciale di un posto che ti fa sentire a casa, anche se sei circondato da estranei.

DOMA CAFE’ AND GALLERY
17 Perry Street (corner of 7th avenue)
T 212 – 929 – 4339

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Valeria Luzi..che bella scoperta

October 3, 2009

Quando ho conosciuto Valeria ho pensato fosse la persona piu sciroccata della terra..il che andava a braccetto con la sua idea su di me che io fossi la regina del divertimento notturno e delle droghe! Entrambe non potevamo essere piu lontane dalla verita’: lei una che sotto quello strato sciroccato, sa bene cosa vuole e come prenderselo, una che se si mette in testa una cosa, la fa accadere, armata o meno di bacchetta magica; io che mi trovi in giro di notte solo per il mio compleanno & capodanno e che non ho nemmeno mai fumato una sigaretta!

Ma questo spazio e’ dedicato a Valeria, che dopo essere stata a NY a scoprire che nella vita puoi svegliarti la mattina e decidere chi sei e che vuoi fare, e che se decidi che sei una scrittrice e vuoi scrivere e pubblicare un libro la soluzione empirico-pratica e’ iniziare a scriverlo e trovare chi te lo pubblica. Detto fatto. La nostra Valeriona e’ in tutte le librerie con Figabook, il cui titolo sono certa lasci pochi dubbi sull’argomento :) :)

Vale, in attesa di averlo tradotto in inglese, ti faccio un enorme in bocca al lupo e complimenti per essere arrivata dove tanti non possono! E che questo sia solo uno di una lunga serie!

http://www.webster.it/libri-figabook_luzi_valeria_aliberti-9788874245314.htm
Source: www.webster.it
Figabook, Luzi Valeria, – Aliberti

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